mercoledì 5 marzo 2014

Paura di guidare? Amaxofobia: quando l’ansia viene in macchina. (1)



La paura di guidare (o amaxofobia) è molto più diffusa di quel che si pensi. Lo so perché ho conosciuto diverse donne che ne soffrono. Quasi sempre donne, è vero. Ragazze e signore che rinunciano a guidare la macchina perché l’idea di farlo provoca loro una terribile ansia.

 
ansia, attacchi di panico
Paura di guidare!


Spesso chi ha paura di mettersi al volante teme:

- di sentirsi male in macchina

- di avere un incidente

- di provocare un incidente e far male a qualcuno.

Alcuni hanno più paura quando sono in macchina da soli, oppure quando devono guidare in autostrada o se devono affrontare ponti e gallerie. Altri vengono presi dal panico se si formano delle “code” nel traffico, perché si sentono chiusi in trappola.

A volte i pensieri fobici prendono la forma di vere e proprie immagini spaventose che la mente ripropone, terrorizzando il guidatore, ogni volta che deve salire in macchina. E l’ansia diventa una sofferenza fisica: il cuore batte all’impazzata,  lo stomaco si accartoccia, l’adrenalina provoca un irrigidimento dei muscoli. E poi il respiro accelera e l’iperventilazione provoca una sensazione di stordimento, la testa gira e si teme di perdere il controllo. A questo punto si pensa di poter svenire da un momento all’altro.

Vi riconoscete?


 
ansia, attacchi di panico
Donne al volante?

Sicuramente si riconosce in questa descrizione Deborah, una simpatica ragazza che ho conosciuto qualche mese fa. Ha smesso di guidare in seguito ad un malore mentre era in macchina da sola e da quel momento farlo è diventato sempre più difficile. Peccato che abbia due bambini e che vorrebbe tanto portarli a karate o a fare merenda in un parco senza dover disturbare qualcun altro che faccia da autista. Oppure, ancora più importante, vorrebbe riuscire a portarli al pronto soccorso in tempi brevi, qualora si facciano male. I genitori di Deborah sono molto disponibili e la accompagnano al lavoro, all’asilo a prendere i bambini, a fare la spesa, ecc. Insomma, si occupano di lei come se fosse una ragazzina.

Infatti, questo è ciò che accade a chi non guida: cerca di trovare delle strategie, delle soluzioni per non dover usare la macchina (usare i mezzi pubblici, trovare negozi e servizi vicino casa), ma spesso è costretta a chiedere passaggi a familiari e amici disponibili. Rinunciando alla propria autonomia ed indipendenza. E, a volte, vergognandosi molto del proprio problema.



La richiesta di tutte queste persone quando si rivolgono ad uno psicologo è: “fammi passare l’ansia, così posso cominciare/ricominciare a guidare”. Peccato che questa richiesta, così come è formulata, non possa essere soddisfatta. Ma si può ricominciare a guidare. Come? Ne parliamo nel prossimo post.