giovedì 10 aprile 2014

La mamma perfetta (2)



Tutte le mamme cercano ogni giorno di fare il meglio per i propri figli e quando non riescono si sentono mamme imperfette. Senso di colpa, rabbia, frustrazione ci fanno star male, ma possiamo imparare ad accettare queste emozioni negative e continuare a comportarci nel modo che riteniamo più giusto.


ansia, rabbia, depressione, psicologia
La mamma perfetta esiste? E serve davvero ai nostri figli?



Negli ultimi giorni ho accolto molti sfoghi di mamme che avevano voglia di raccontarmi la loro esperienza, sia in studio che fuori. Ve ne racconto tre, che penso siano comuni a molte donne.

Mamma 1: O. si scontra con il primo “5” del figlio: stupita e delusa, lo sgrida, minaccia di mandarlo in collegio se non si impegnerà di più e lo spedisce in camera sua. Sbollita la rabbia, si accorge di aver avuto una reazione eccessiva e non riesce a togliersi dalla mente lo sguardo del figlio. Si sente in colpa e…indovinate? Comincia a criticarsi, dicendosi che ha sbagliato, probabilmente ha fatto soffrire il figlio senza motivo, è una pessima madre.

Mamma 2: B. è mamma di due bambini  e donna in carriera. Ha tantissimi impegni, orari stressanti e, semplicemente, non ce la fa a fare tutto. Spesso stanca, ha l’impressione di perdersi momenti importanti con i figli. Un giorno si accorge di non aver iscritto il figlio alla gita a cui teneva molto, il piccolo ci resta molto male…e lei crolla. Si sente in colpa e comincia a mettere in discussione le scelte fatte fino a quel momento.

Mamma 3: A. è mamma di un’adolescente, con cui litiga spesso, perché non vuole studiare, rischiando di essere bocciata e perché frequenta un ragazzo che a lei non piace, poiché non va a scuola e, da quanto le hanno riferito, fa uso di droghe leggere. Gli scontri tra le due sono sempre più frequenti ed A. si chiede dove abbia sbagliato, come possa farsi ascoltare dalla figlia e farle capire che le dà consigli solo per il suo bene.

Vi suonano familiari queste situazioni?



Nel post della settimana scorsa (la mamma perfetta 1) ci chiedevamo come si potesse sopravvivere alla moltitudine di pensieri e sentimenti spiacevoli con cui abbiamo quotidianamente a che fare e come potessimo diventare, se non perfette, mamme migliori.

Innanzitutto vorrei sottolineare che non solo la mamma perfetta non esiste, ma non serve nemmeno a nessuno, tanto meno ai nostri figli. Siamo tutti sopravvissuti alle nostre mamme imperfette.

È più utile capire e scegliere che tipo di mamme vogliamo essere, quali valori vogliamo trasmettere ai nostri figli, a cosa vogliamo dare importanza. E poi tradurre questi valori in comportamenti reali e realistici.

Per esempio, se per me la mamma perfetta è affettuosa e comprensiva, posso impegnarmi nel mettere in atto comportamenti affettuosi, come abbracci e carezze, ma è inutile proporsi di non arrabbiarsi mai. Difficilmente riusciremmo a portare avanti questo proposito, con conseguente frustrazione  e senso di colpa.

Che mamme volete essere? Quali sono le vostre caratteristiche, i vostri punti di forza? Quale immagine di mamma vi fa sentire più a vostro agio? Non solo non esiste la mamma perfetta, ma non esiste nemmeno una sola idea di mamma.



E quando si presenteranno i pensieri negativi? Quando vi direte che siete un fallimento, una pessima madre? Se vi concentrate su questo tipo di pensieri, probabilmente perderete il contatto con la realtà e, quindi, con la possibilità di agire in modo utile. La mamma perfetta sbaglia e poi cerca di rimediare. La “vostra” personale mamma perfetta, quella che avete in mente voi, cosa farebbe per rimediare allo sbaglio o per colmare le proprie mancanze?

È impossibile eliminare pensieri e sentimenti spiacevoli dalla nostra vita, tanto più quando si tratta di situazioni che ci coinvolgono emotivamente. Dobbiamo quindi imparare a farci pace, considerarli parte del percorso verso ciò che riteniamo importante. Quando la nostra mente ce li presenta, accogliamoli come “vecchi amici”, ma concentriamoci su cosa possiamo fare per essere orgogliosi di noi stessi.


psicologia, ansia, depressione
Senso di colpa, rabbia, frustrazione sono sentimenti normali che non dobbiamo cercare di eliminare.



Ora, provate ad immaginare vostro figlio o vostra figlia, o vostro marito, o la vostra migliore amica, in lacrime, che vi racconta di aver commesso uno sbaglio e di sentirsi fortemente in colpa. Cosa pensate di lui? Cosa avete voglia di fare? Rimproverarlo o consolarlo? Potete pensare di essere gentili con voi stesse (http://ondamatta.blogspot.it/2014/04/essere-gentili-con-se-stessi.html) come lo sareste con la persona a cui volete più bene al mondo?



Non sono una mamma perfetta e questo mi fa soffrire. 
Posso abbracciarmi e mostrare a me stessa affetto e comprensione. 
Posso perdonarmi gli sbagli che ho fatto e che farò. 
Posso cercare di migliorare.