lunedì 18 novembre 2013

La scelta giusta



Sabato sera ho festeggiato il compleanno di un'amica al ristorante giapponese. Io adoro il sushi! Soprattutto perché ho l'idea di poter mangiare quanto voglio senza che questo influisca sulla mia linea (riso e pesce non fanno ingrassare, vero?). Il giorno dopo la bilancia non era d'accordo con me, ma non importa, questa è un'altra storia. Il punto è un altro.

Mi è tornata in mente la metafora creata da un paziente poco tempo fa. Diceva di sentirsi come in un ristorante giapponese, appunto, in cui c'è la formula "all you can eat": sapete come funziona, no? Si sta seduti ad un lungo tavolo mentre un nastro scorrevole posto al centro del tavolo stesso si muove, facendo passare sotto il naso degli avventori piccoli piatti con piccole porzioni di cibi diversi. Pagando un prezzo fisso, ciascuno può servirsi da solo e assaggiare tutto ciò che vuole. Bello!

Roger Augdal Olsen      
Bello? Davvero? A volte dover fare delle scelte non è così divertente. La nostra mente, quando siamo di fronte ad una scelta, comincia a parlare…dice cose come “cosa vuoi veramente?”, “sei sicuro della tua scelta?”, “se prendi questo, dovrai rinunciare a quell’altro?”. E ancora: “e se non fosse la scelta giusta?”, “e se poi ti accorgessi di aver sbagliato?”, “guarda che in passato hai fatto delle scelte sbagliate, stai attento”.  Aiuto! Siamo sempre più confusi e per paura di fare la scelta sbagliata…non scegliamo affatto. Sì, il risultato è che restiamo immobili a guardare tutte le pietanze che scorrono davanti a noi senza riuscire ad assaggiare nulla. Il nastro scorre, come la vita scorre con le opportunità che ci offre e noi restiamo immobili, affamati, a valutare tutte le opzioni nella nostra testa.

Intendiamoci, non voglio dire che sia necessario prendere decisioni affrettate o che sia negativo ponderare i pro e i contro di una situazione, ma vi è mai capitato di rimandare una decisione perché vi creava ansia? Magari con pessimi risultati, perché pensavate di vivere sereni fino al momento della scelta e invece la vostra mente continuava a tornare lì, a valutare, soppesare, rimuginare…
C’è anche chi adotta una strategia diversa: l’indecisione della scelta mi crea ansia e allora io scelgo subito la prima portata che mi passa sotto il naso (via il dente, via il dolore!). Sono due comportamenti all’apparenza così diversi e invece nascondono un meccanismo comune: il desiderio di fare la scelta giusta mi provoca pensieri fastidiosi e sentimenti spiacevoli, allora devo fare qualcosa per non sentirli, per allontanarli da me. 

Ciò che succede nella nostra mente non sempre ci è utile, non sempre ci fa prendere le decisioni giuste (a volte non ce le fa prendere affatto!), non sempre ci fa fare le cose che ci fanno stare meglio e, spesso, non ci fa somigliare alla persona che vorremmo essere. Nell’ACT (Acceptance and Commitment Therapy) si dice che non sempre la mente è nostra amica. Quant’è vero! Nei prossimi post ne parlerò ancora. Se leggendo queste righe vi è capitato di pensare “bhè, sì, è capitato anche a me”, mandatemi le vostre storie!